Scritto il
April 11, 2021

Importare alcolici in Italia: Ecco come fare

All Shipments

Come risaputo, il Made in Italy è molto gettonato in quasi ogni parte del mondo, specialmente se si tratta di food & beverage. Si pensi alla nostra deliziosa pasta o al nostro squisito vino. Nello specifico caso degli alcolici, però, ne esistono anche altri altrettanto validi come i nostri, che seppur provenienti dall'estero, valgono la pena di essere importati.

Le loro caratteristiche, tuttavia, li rendono dei prodotti molto particolari da spedire. Infatti, sia per il loro pregio, sia per come vengono confezionati (spesso in bottiglie di vetro) è facile intuire che per quanto concerne la loro distribuzione, abbiano bisogno di particolari accortezze.

In questo articolo, quindi, dopo una classificazione commerciale dei tipi di alcolici, illustreremo cos'altro c'è da sapere per avere un quadro generale su come funzionino le importazioni di questi particolari prodotti, in Italia.

Importare alcolici in Italia: Le tipologie di alcolici

Prima di iniziare, è bene sottolineare che anche il commercio di alcolici rientra nella designazione delle merci del "sistema armonizzato", che rappresenta, oggi, circa il 98% delle merci oggetto di scambio internazionale. Tale sistema consiste in una raccolta sistematica per settori merceologici e le bevande alcoliche sono contemplate nel capitolo 22.

L'articolo 3 del D.Lgs. n. 504/1995 (TUA - Testo Unico Accise) inoltre, distingue tutti i prodotti alcolici in cinque diverse categorie. Vediamo, di seguito, quali sono.

Alcole etilico

Per alcol etilico si intendono tutti i prodotti che presentano un titolo alcolometrico effettivo minimo di 1,2%. Rientrano in tale ambito anche i prodotti che hanno fonte vitivinicola, come ad esempio il "brandy italiano" o la grappa. Inoltre, sono definiti alcole etilico anche i seguenti prodotti:

  • Ruhm;
  • Whisky;
  • Gin;
  • Kirsch;
  • Slivovitz;
  • Calvados.

Birra

Per birra si intente ogni prodotto contenente una miscela di birra e di bevande non alcoliche, che abbiano un titolo alcolometrico effettivo superiore allo 0,5% in volume.

Vino

Il vino, per essere riconosciuto come tale, viene suddiviso in due categorie: il "vino tranquillo" e il "vino spumante". La prima categoria comprende tutti i vini che presentano un titolo alcolometrico compreso tra l' 1,2% e il 18% in volume, solo se l'alcole ottenuto deriva interamente dal processo di fermentazione e non vi siano stati aggiunti arricchimenti.

La categoria del "vino spumante", invece, comprende tutti quei vini che sono presentati in bottiglie chiuse con il tappo a "forma di fungo" e che è a sua volta tenuto da legacci o fermargli. Inoltre, come per l'altra categoria, anche questa comprende quei vini il cui alcole derivi solo dalla fermentazione, ma con la differenza di avere il titolo alcolometrico compreso tra l'1,2% e il 15%.

Bevande fermentate diverse da vino e birra

Anche queste bevande si suddividono in due categorie. La prima categoria comprende "bevande fermentate tranquille", e la seconda, "bevande fermentate gassate". Vediamo quali sono le differenze.

Nel primo gruppo sono identificate tutte quelle bevande che abbiano un titolo alcolometrico effettivo compreso tra l'1,2% e il 10% in volume. Se dovesse, invece, superare il 10%, andrebbe comunque bene, ma sempre finché non superi il 15% e purché l'alcole contenuto derivi interamente dalla fermentazione. Per il secondo gruppo vale lo stesso discorso del "vino spumante", sia per l'imbottigliamento che per i parametri alcolici.

Prodotti alcolici intermedi

Infine, per questa quinta e ultima categoria, sono definiti prodotti alcolici intermedi quei prodotti diversi da tutti quelli precedenti, e che abbiano il titolo alcolometrico compreso tra l'1,2% e il 22%. In questa categoria rientrano alcuni "vini speciali", come ad esempio:

  • Vini liquorosi (Marsala, Madeira, Jerez...);
  • "Mistelle" (vini dolci che vengono prodotti senza fermentazione al cui mosto viene aggiunto dell'alcol che faccia raggiungere la gradazione tra i 16 e i 22 gradi);
  • Vini aromatizzati (Vermouth e Barolo).

Importare alcolici in Italia: Principi base

Dopo questa premessa generale su come sono classificati gli alcolici nel commercio, possiamo entrare nel vivo delle modalità di importazione. Per quanto riguarda alle condizioni di trasporto, c'è da dire che i prodotti alcolici appartengono alla categoria dei carichi delicati. Pertanto, risultano molto sensibili agli effetti dei fattori esterni, come il calore, la luce o le vibrazioni.

Le bevande alcoliche, quindi, necessitano di un apposito imballaggio (che cambia in base al tipo di alcolico), di una specifica marcatura. Durante il trasporto, inoltre, devono mantenere sempre la stessa temperatura che nei casi specifici dei prodotti di 40% di tasso alcolemico e dei distillati, va dai +10 ai +15 gradi, su scelta del cliente.

Per quanto riguarda, invece, ai tipi di trasporto, i mezzi a disposizione sono sempre l'areo, la nave, o i trasporti su rotaia o su gomma le cui caratteristiche sono meglio descritte in questo articolo. I veicoli, però, sono sempre ermetici, puliti e con un livello di umidità costante. Inoltre, durante le fasi di carico e scarico, per evitare che le bottiglie si rompino, viene impiegato l'uso di sollevacarichi speciali che sono in grado di sollevare i bancali con delicatezza.

Un altro elemento fondamentale che riguarda le importazioni di alcolici è il tempo. Nel caso specifico del vino, ad esempio, poiché è una merce di largo consumo - soprattutto nei periodi festivi - le tempistiche si ristringono. Quindi, sarà necessario organizzare la spedizione con largo anticipo per assicurarsi che la merce non arrivi in ritardo per tali occasioni.

Ecco, infine, cosa serve sapere per quanto riguarda all'aspetto più burocratico. Per importare alcolici in Italia è necessario possedere il codice di accisa che viene attribuito a ciascun deposito fiscale. Tale codice, rilasciato dall'Ufficio delle Dogane, rappresenterà la licenza per l'esercizio del deposito fiscale e consentirà la movimentazione dei prodotti.

Consulta un esperto

Ad ogni modo, organizzare e gestire una spedizione internazionale, che sia impo o expo, può risultare un processo molto complicato. A maggior ragione se si tratta di prodotti delicati come gli alcolici.

In questo articolo abbiamo illustrato nozioni di carattere generale che è necessario conoscere se si vogliono importare alcolici in Italia. Rimane il fatto che per assicurarsi di spendere tempo e denaro nel modo più corretto ed efficiente, la soluzione migliore rimane sempre quella di affidarsi a professionisti del settore.

Noi di Lesam International ci occupiamo proprio di questo. Pertanto, per avere maggiori informazioni sulla tua spedizione e richiedere un preventivo gratuito, puoi cliccare qui.