Scritto il
April 8, 2021

Trasporti marittimi e pandemia: Aumenta il trend del blank sailing

Sea Freight

La pandemia causata dalla diffusione del virus Covid-19 ha creato davvero moltissimi danni. Primi fra tutti, chiaramente, quelli alla salute. Non di minore importanza, però, sono quelli inerenti alla sfera economica.

Nel XXI secolo, ormai, viaggiare oltreoceano o acquistare un prodotto la cui provenienza è situata a migliaia di chilometri da noi, era alla portata del giorno. Con la pandemia, invece, tutto ha subito una brusca frenata. Commercio compreso.

Noi di Lesam International Group ci occupiamo di gestire e organizzare spedizioni internazionali e anche il nostro settore è stato colpito a suo modo. In particolare, in questo articolo vedremo quali danni ha subito il commercio marittimo e ci soffermeremo sul fenomeno del blank sailing.

Trasporto marittimo e blank sailing: Cosa sapere

Come appena anticipato, l'impatto della pandemia è pesato molto sui trasporti marittimi, principalmente per te tre motivi:

  1. I porti lavorano a singhiozzo a causa del personale che è infetto o in quarantena;
  2. Alcuni operatori sono confinati a bordo delle navi;
  3. Molte partenze sono state cancellante, aumentando così il fenomeno del blank sailing.

Vediamo meglio, quindi, di cosa si tratta. Tutti i trasporti marittimi sono organizzati secondo una pianificazione molto precisa e articolata, che comprende il numero di viaggio della nave e le date di partenza e di arrivo per ciascun porto toccato durante l'intera tratta.

Quando, per svariate ragioni, una nave cancella la toccata di un porto di un'area geografica o addirittura di un'intera tratta, significa che quella nave non potrà caricare/scaricare la merce nei punti interessati dalla cancellazione. Questo fenomeno è il cosiddetto blank sailing.

Qual è il principale problema causato da questa pratica? Che tutte le operazioni di carico e scarico merci dovranno essere rimandate al passaggio della nave successivo. I tempi, però, potrebbero essere piuttosto lunghi, come ad esempio di una settimana o più, e si potrebbe innescare un potenziale effetto a catena.

Perché si ricorre al blank sailing?

Normalmente, una delle ragioni per cui si sceglie di ricorrere a questa opzione può riguardare l'accumulo di ritardi causati dai rallentamenti delle operazioni svolte nei porti precedenti alla propria tappa. Oppure, a causa di una riparazione straordinaria alla nave che non è stata preventivata con anticipo.

O ancora, a volte potrebbe capitare che un porto sia in sciopero da diversi giorni e che, quindi, la nave sia costretta a saltare quella toccata per evitare di bloccare le proprie merci, che sono destinate ai porti successivi.

Altre volte ancora, invece, le cancellazioni delle tappe o delle tratte sono dovute dalla concomitanza con le festività locali. Alcune di esse, infatti, durano così a lungo e coinvolgono così tanto la popolazione (si pensi, ad esempio, all'intenso Capodanno cinese) che le merci da trasportare sarebbero troppo poche per far partire un'intera spedizione.

Covid-19 e blank sailing: I dati

Come già illustrato, la pandemia ha causato gravi danni economici in molti settori. E per quanto riguarda al settore delle spedizioni, il Covid-19 ha fatto sì che si verificasse un alto calo della domanda di trasporto. Di conseguenza, molte compagnie di navigazione hanno dovuto ricorrere alla pratica del blank sailing per cercare di contenere i costi e le perdite.

La Sea-Intelligence (società di ricerca e analisi specializzata nella spedizione di container), ha constatato che nella settimana che andava dal 29 marzo al 6 aprile 2020, quando la pandemia era scoppiata da qualche mese, le soppressioni annunciate sono salite da 2 a 45. Hanno anche verificato, poi, che la maggior parte dei viaggi cancellati interessasse il commercio transpacifico e i collegamenti tra Europa e Asia.

Inoltre si è riportato che, solamente nel primo bimestre dello scorso anno, sempre la Sea-Intelligence sia riuscita a verificare che la perdita complessiva dei volumi delle merci aveva raggiunto 1,9 milioni di teu (twenty-foot equivalent unit, ovvero la misura standard di volume dei container Iso, corrispondente a circa 38 metri cubi di ingombro totale).

Blank sailing e blocco al Canale di Suez: Ulteriori danni economici

Se nel 2020 la situazione è stata piuttosto complessa, nel 2021, purtroppo, le cose non sono andate molto meglio. Più o meno nella stessa settimana a cavallo tra marzo e aprile, ma a distanza di 1 anno, casualmente, il commercio marittimo ha visto come protagonista un brutto incidente. Si tratta del blocco del Canale di Suez, approfondito in questo articolo.

L'incidente ha bloccato per interi giorni il passaggio nel canale. Così, oltre alla nave coinvolta Evergreen, anche tutte le altre che dopo di lei aspettavano di passare sono rimaste, invece, ad aspettare al largo.

Quali sono state le conseguenze? Che dopo un anno di blank sailing, di container vuoti introvabili e congestione dei porti, il nuovo blocco ha portato ad altri effetti molto negativi sulla continuità della supply chain marittima, proprio come un nuovo aumento del fenomeno stesso.

Ma perché il blank sailing aumenta in questi casi? Perché le linee marittime, dopo periodi di stallo troppo lunghi, non sono più in grado di far recuperare alle navi "in coda" i giorni che sono state costrette a perdere. Così facendo, si creano delle falle difficilmente riparabili.  In questi casi, le aziende che più ci rimettono sono quelle che hanno programmato una catena della fornitura corta e che non hanno disposto un ampio stock di prodotti.

Quindi, per bypassare il blocco di Suez, molte navi si sono ritrovate a saltare quella tappa, comportando così maggiori costi sia in termini di tempo che in termini di carburante. Un'altra conseguenza negativa del blank sailing, infine, sta nel fatto che tutte le spese-extra derivate da questo fenomeno, potrebbero essere ribaltate, in qualche modo, sui consumatori finali innescando così un aumento dei prezzi.